Ade e GdF insieme per il contrasto all’evasione fiscale internazionale

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Ade e GdF insieme per il contrasto all’evasione fiscale internazionale

L’Agenzia delle Entrate, in attuazione dell’articolo 2 del DL n. 167/1990, insieme alla Guardia di Finanza, ha sottoscritto un Provvedimento mirato al contrasto dei fenomeni di illecito trasferimento e detenzione di attività economiche e finanziarie all’estero.

Monitoraggio fiscale – L’articolo 2 del DL n. 167/1990, contenente la disciplina sul monitoraggio fiscale, è stato modificato dall’articolo 8 del D.Lgs. n. 90/2017. In particolare, tale articolo prevede che la Sezione Analisi e Strategie per il Contrasto agli Illeciti Fiscali Internazionali presso la Divisione Contribuenti dell’Agenzia delle Entrate e i reparti speciali della Guardia di Finanza, previa autorizzazione del Capo Divisione Contribuenti dell’Agenzia delle entrate, o del Comandante generale della Guardia di finanza o autorità dallo stesso delegata, possono richiedere:

  • agli intermediari bancari e finanziari e agli operatori non finanziari di fornire evidenza, delle operazioni intercorse con l’estero anche per masse di contribuenti e con riferimento ad uno specifico periodo temporale;
  • ai soggetti di cui all’articolo 3, commi 2, 3, 4, 5 e 6, del D.Lgs. n. 231/2007 con riferimento a specifiche operazioni con l’estero o rapporti ad esse collegate, l’identità dei titolari effettivi.

Con il Provvedimento emanato ieri sono stabiliti le modalità e i termini relativi alle predette richieste per assicurare il necessario coordinamento ed evitare duplicazioni.

Oggetto delle richieste – Le richieste hanno ad oggetto le operazioni intercorse con l’estero eseguite per conto e a favore dei soggetti diversi da persone fisiche, enti non commerciali e di società semplici e associazioni equiparate ai sensi dell’articolo 5 del TUIR per i quali gli intermediari finanziari già forniscono le informazioni ai sensi dell’articolo 1 del DL n. 167/1990.
Oggetto della richiesta sono le operazioni di importo pari o superiore a 15.000 euro, sia che si tratti di un’operazione unica che di più operazioni che appaiono tra di loro collegate per realizzare un’operazione frazionata.
I soggetti di cui all’articolo 3, commi 2, 3, 4, 5 e 6, del D.Lgs. n. 231/2007 sono obbligati, su richiesta, a fornire le informazioni relative all’identità dei titolari effettivi, con riferimento a specifiche operazioni con l’estero o rapporti ad esse collegate.

Ambito oggettivo – Le richieste e le relative risposte da parte degli intermediari sono formate sulla base di apposito schema XML. Le richieste e le relative risposte devono essere trasmesse utilizzando la procedura telematica già in uso per le indagini finanziarie.

Termini per adempiere alle richieste – Le risposte devono essere fornite entro:

  • 30 giorni dalla data di ricevimento, per le richieste sulle operazioni estere;
  • 15 giorni dalla data di ricevimento, per le richieste relative ai dati identificativi del titolare effettivo.

Su istanza degli intermediari, i predetti termini possono essere prorogati, per giustificati motivi, per un periodo di 20 giorni dal Capo Divisione Contribuenti dell’Agenzia delle Entrate, ovvero, dal Comandante dei Reparti Speciali della Guardia di Finanza.

Decorrenza – A decorrere dal 1° ottobre 2020, le richieste e le risposte devono essere effettuate esclusivamente in via telematica secondo le regole tecniche specificate nel Provvedimento in esame.