Contributo a fondo perduto Ristori BIS, i tratti della nuova misura

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Contributo a fondo perduto Ristori BIS, i tratti della nuova misura

Autore: Redazione Fiscal Focus

Siamo arrivati al bis del bis del contributo a fondo perduto (CFP), ovvero alla seconda versione della riproposizione di una misura che già a sua volta faceva riferimento ad una precedente disposizione, ovvero il contributo a fondo perduto di cui all’articolo 25 del D.L. 34/2020 – Decreto Rilancio.

Con il decreto Ristori bis si vuole intervenire seguendo una logica di sostegni agli operatori danneggiati, ricalcando quindi l’impostazione del Ristori 1 – D.L. 137/2020 – dovendo però adattare il tutto ad una situazione che nel frattempo è mutata, posto che ora le restrizioni alle attività sono differenziate in base alle aree geografiche, secondo quanto disposto dal DPCM 3 novembre e l’ordinanza del ministro della Salute del 4 novembre 2020, il tutto con effetto dal 6 novembre.

Per quanto riguarda l’intero territorio nazionale, si assiste ad un ritocco dei soggetti che rientrano nella previsione dell’articolo 1 del D.L. 137/2020; detto più semplicemente, i soggetti per i quali verrà riconosciuto il nuovo contributo a fondo perduto, ovunque ubicati sul territorio nazionale (parliamo quindi dei settori chiusi o limitati dal precedente DPCM del 24 novembre 2020), sono stati ampliati; l’elencazione definitiva sarà presente all’allegato 1 del decreto Ristori bis, e le anticipazioni riportano tra i nuovi beneficiari, ad esempio, anche i fotoreporter, le guide alpine, i corsi sportivi e ricreativi, per citarne solo alcuni. A questi soggetti, posto che vengono inseriti nell’allegato 1 al DL 137/2020 “rivisto”, viene esteso anche il credito imposta affitti per i mesi di ottobre, novembre e dicembre, nonché l’esonero dal versamento della seconda rata IMU, a condizione che si tratti di immobili posseduti dagli stessi contribuenti soggetti a restrizione, che ivi conducono direttamente la loro attività.

Inoltre, il Ristori Bis prevede tutta una serie di misure “ad hoc” per le aree soggette a maggiori restrizioni a far data dal 6 novembre 2020, in forza del DPCM 3/11/20.

Il contributo a fondo perduto viene ulteriormente aumentato per gelaterie e pasticcerie, anche ambulanti, e per bar ed altri esercizi simili senza cucina. Queste tre categorie, già contemperate dal Ristori 1, solo se esercitate in area arancione o rossa, avranno quale moltiplicatore del CPF spettante in base al primo contributo a fondo perduto (ex DL. 34/2020) moltiplicato per il 200% invece che il 150%, come invece previsto per quelle ubicate in area gialla.

Ulteriori misure specifiche sono previste esclusivamente per l’area rossa, con il riconoscimento del nuovo contributo a fondo perduto a favore dei soggetti che saranno analiticamente indicati all’allegato 2 al nuovo decreto, e che sostanzialmente dovrebbero rappresentare le attività al commercio al dettaglio e le attività di servizi alla persona che, essendo in area rossa, sono state costrette a chiudere in quanto non riconosciute come “essenziali” nell’ultimo DPCM.

Il meccanismo di calcolo e di accredito di questo CFP ricalca quello pensato per il Ristori 1: se un contribuente ha già ottenuto il CFP decreto Rilancio, l’accredito in conto corrente dovrebbe avvenire in automatico. Diversamente, occorrerà presentare apposita istanza, quanto sarà emanato lo specifico provvedimento attuativo e sarà riaperto il canale telematico. Resta fermo il fatto che l’ammontare massimo del CPF erogabile sia pari a 150mila euro, e resta anche la possibilità di presentare istanza per quei soggetti che nell’esercizio precedente hanno superato i 5milioni di euro di ricavi/compensi (e quindi sono stati esclusi dal CFP D.L. 34/2020). Questi ultimi si vedranno determinare il CFP sul quale applicare il moltiplicatore sulla base della differenza tra fatturato aprile 2020 e fatturato 2019 (con calo di almeno 1/3 o comunque, ad importo minimo, se partita IVA aperta a partire dal 1 gennaio 2019), con aliquota 10%. In ogni caso il CFP non sarà riconosciuto ai soggetti che hanno aperto partita IVA a partire dal 25 ottobre 2020, e nemmeno a quelli che risultano cessati.

Sempre nella zona rossa viene riconosciuto il credito imposta affitti per i mesi di ottobre / novembre e dicembre, a favore di soggetti elencati all’allegato 2 (ovvero al dettaglio ed ai servizi costretti a chiudere in tale area), così come viene esteso l’esonero dal versamento del saldo IMU per l’immobile condotto direttamente per l’esercizio dell’attività da parte dei soggetti rientranti nell’elencazione di codici ATECO.

Infine, su base nazionale, viene previsto anche un nuovo contributo a fondo perduto a favore degli operatori con sede operativa nei centri commerciali e agli operatori delle attività manufatturiere e industrie alimentari (l’elencazione precisa non è ancora nota al momento della stesura del presente contributo). Questo CFP viene riconosciuto ai soggetti di cui all’allegato 1 al Ristori BIS (ovvero quelli costretti a chiudere in tutta Italia) nella misura del 30% del CFP del Ristori 1 D.L. 137/2020, che a sua volta è pari al CPF DL 34/2020 moltiplicato la percentuale stabilita dal Ristori 1 a seconda dell’attività svolta.

I medesimi soggetti, ovvero quelli che operano nei centri commerciali e gli operatori delle attività manifatturiere ed industrie alimentari), che esercitano un’attività diversa da quella dell’allegato 1 dal Ristori bis (ovvero diversa da quelle costrette alla chiusura in tutta Italia), godranno invece di un CFP pari al 30% del contributo a fondo perduto calcolato in base alla “vecchia” istanza ex D.L. 34/2020, ma con le regole del Ristori 1, già richiamato.

Si noti che questo nuovissimo CFP “Centri commerciali e manifattura/industria alimentare” sarà riconosciuto previa presentazione di istanza. Anche qui, pertanto, occorre attendere il provvedimento attuativo e la riapertura del canale telematico.