DL Liquidità: bilanci autocertificati per l’erogazione dei finanziamenti garantiti

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DL Liquidità: bilanci autocertificati per l’erogazione dei finanziamenti garantiti

Autore: Redazione Fiscal Focus

Per effetto della conversione in Legge del Dl 8 aprile 2020, n. 23 (“Decreto Liquidità”) cambiano ancora le regole in materia di finanziamenti garantiti dallo Stato. Con la Legge 40/2020, infatti, vengono confermate le principali proposte di emendamenti (tra le oltre 2.800 presentate nel corso dell’iter parlamentare) volte a modificare l’ambito applicativo della norma, i criteri di computo delle somme ed anche le procedure di accesso per il rilascio delle garanzie.

Le principali modifiche apportate in sede di conversione – Ai prestiti garantiti da SACE (art. 1) sono ora ammesse anche alle associazioni professionali e alle società tra professionisti, vengono introdotte l’estensione da 24 a 36 mesi del periodo di ammortamento e la possibilità di impiego delle somme anche per il pagamento di canoni di locazione o di affitto di ramo d’azienda, a patto di non delocalizzare le attuali produzioni. Passa poi dal 10% al 20% la quota percentuale delle somme che potranno essere destinate ai vecchi finanziamenti per il pagamento di rate, scadute o in scadenza nel periodo emergenziale ovvero dal 1° marzo 2020 al 31 dicembre 2020, per le quali il rimborso sia reso oggettivamente impossibile in conseguenza delle misure e degli effetti del COVID-19, purché l’impossibilità sia attestata dal rappresentante legale dell’impresa beneficiaria ai sensi dell’art. 47 del D.p.r. 28 dicembre 2000, n. 445.

Per quanto riguarda invece i finanziamenti erogabili a favore delle PMI (art. 13), l’accesso al Fondo di garanzia viene esteso non solo alle associazioni professionali e alle società tra professionisti, ma anche agli agenti e subagenti di assicurazione e ai broker. La soglia dei prestiti garantiti al 100% viene innalzata da 25.000 a 30.000 euro, nel limite del 25% calcolato non più sull’ammontare dei ricavi dell’ultimo esercizio ma, alternativamente, o sul doppio della spesa salariale annua o sul valore del fatturato totale 2019, con possibilità di rimborso a 10 anni (anziché i 6 previsti dal testo iniziale).

Anche le imprese che beneficeranno dei finanziamenti di importo superiore a 25.000 euro, è prevista la possibilità di avvalersi di un periodo di pre-ammortamento fino a 24 mesi. Per gli stessi prestiti, fino all’importo di 800.000 euro, la garanzia, tra la pubblica fino all’80% e quella di Confidi, può arrivare fino al 100% dell’importo erogato e la restituzione potrà avvenire in 30 anni.

La nuova autocertificazione – Tra le novità certamente più significative vi è l’introduzione d dell’autocertificazione prevista dal nuovo art. 1-bis con cui il soggetto richiedente dovrà certificare:

a) che l’attività d’impresa è stata limitata o interrotta dall’emergenza epidemiologica COVID-19, prima della quale sussisteva invece una situazione di continuità aziendale;
b) che i dati aziendali forniti su richiesta dell’intermediario finanziario sono veritieri e completi;
c) che le somme richieste saranno impiegate per sostenere costi del personale, investimenti o capitale circolante impiegati in stabilimenti produttivi e attività imprenditoriali che sono localizzati in Italia;
d) che è consapevole che i finanziamenti saranno accreditati esclusivamente sul conto corrente dedicato;
e) che il titolare e legale rappresentante istante, nonché gli altri soggetti sottoposti alla verifica antimafia, non si trovino nelle condizioni ostative per essere stati sottoposti alle relative misure di prevenzione;
f) che nei confronti del titolare o del legale rappresentante non è intervenuta condanna definitiva, negli ultimi cinque anni, con applicazione della relativa pena accessoria, per reati commessi in violazione delle norme per la repressione dell’evasione in materia di imposte sui redditi e IVA.
Ciò, oltre a consentire una netta accelerazione delle procedure di rilascio della garanzia statale, andrebbe a correggere gli effetti penalizzanti che la precedente procedura generava in capo ai soggetti in crescita o costituiti nell’anno 2018. Infatti, in base al testo originario del Decreto, al soggetto beneficiario era richiesto di allegare alla domanda, alternativamente:

  • l’ultima dichiarazione fiscale trasmessa (ma le banche non accettavano la dichiarazione IVA, spesso l’unica disponibile per l’anno 2019);
  • l’ultimo bilancio depositato presso il Registro Imprese.

In tempi di emergenza sanitaria, ciò comportava che la disponibilità dei suddetti documenti si arrestava all’anno 2018 e, considerato che l’importo della garanzia viene calcolato in misura percentuale sui dati da essi riscontrabili, si intuisce come ciò avrebbe generato effetti distorsivi, che ora dovrebbero essere risolti per effetto della nuova autocertificazione.

Di contro, tenendo conto del fatto che ad oggi le società potrebbero già aver approvato i bilanci 2019, nonché la relativa distribuzione di dividenti o il riacquisto di azioni, il vincolo di astenersi dalle predette operazioni troverà applicazione con riferimento ai dodici mesi successivi alla data di presentazione della richiesta.