Il “Rilancio” è definitivo: l’aula del Senato chiude i lavori

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Il “Rilancio” è definitivo: l’aula del Senato chiude i lavori

Arriva la “dannosa” proroga per la nomina dell’organo di controllo, ma non quella necessaria per i versamenti al 30.09

Autore: Redazione Fiscal Focus

Si è concluso nella giornata di ieri l’esame in aula del Senato, che con 159 voti favorevoli, 121 contrari e nessuna astensione, ha rinnovato la fiducia al Governo approvando in via definitiva il ddl n. 1874, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 arrivato in aula.

Nel presente contributo riepiloghiamo le principali novità introdotte durante l’iter di conversione con particolare riguardo al Titolo II, Capo I, di sostegno alle imprese e all’economia.

Proroga al 2022 per la nomina dell’organo di controllo – L’emendamento senz’altro più inatteso è quello che riguarda l’ennesima modifica al Codice della Crisi d’Impresa e dell’insolvenza, di cui al decreto legislativo 12 gennaio 2019, n. 14, in tema di nomina dell’organo di controllo per le S.r.l.: la modifica prevede il differimento del termine per la nomina dell’organo di controllo, sia esso collegio sindacale o revisore, all’approvazione del bilancio 2021 in luogo del bilancio 2019. In sostanza, saranno le assemblee convocate nel 2022 a dover procedere con la nomina. L’emendamento, giustificato dalla volontà di contenere gli effetti negativi derivanti dalle misure di prevenzione e contenimento connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19 sulle attività d’impresa, in verità, arriva oltre il termine dello scorso 29 giugno 2020 per l’approvazione dei bilanci 2019!

Credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda – Il credito di imposta del 60% per i canoni corrisposti per i mesi di marzo, aprile e maggio a fronte di contratti di locazione, leasing o concessione di immobili non abitativi, spetta ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente al 19 maggio 2020. Dalla predetta soglia di 5 milioni, che già non trovava applicazione per le strutture alberghiere e agrituristiche, sono oggi esonerate anche alle agenzie di viaggio e turismo e ai tour operator. Inoltre, per tutte le imprese esercenti attività di commercio al dettaglio, nel caso di superamento dei 5 milioni, il credito di imposta spetterà comunque, seppur nella misura ridotta del 20%.

Per i contratti di affitto e di prestazioni complesse, invece, l’ordinaria misura del 30% scenderebbe al 10% nel caso di conseguimento di ricavi in misura superiore ai 5 milioni.

Considerato, inoltre, che tra i requisiti di accesso vi è quello del calo del fatturato pari ad almeno il 50% registrato nei mesi di marzo, aprile o maggio 2020 (aprile, maggio o giugno per le imprese turistico-ricettive), rispetto agli stessi mesi del 2019, il ddl introduce un correttivo per:

  • i soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019 che non dispongono della base storica di raffronto; per la loro individuazione, in attesa dei chiarimenti che verranno emanati sul testo definitivo, si ritiene di dover considerare valide le precisazioni contenute nella Circolare 15/E del 13 giugno 2020 in tema di contributo a fondo perduto;
  • i soggetti che, a far data dall’insorgenza dell’evento calamitoso, hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni colpiti dai predetti eventi i cui stati di emergenza erano ancora in atto alla data di dichiarazione dello stato di emergenza da COVID-19.

Per i suddetti soggetti, il credito spetta anche in assenza del requisito del calo del fatturato.
Infine, ultima novità della misura in commento riguarda la possibilità di cedere al locatore il credito al locatore in luogo del pagamento della corrispondente parte del canone, previo consenso del locatore.

Bonus “Auto” – Tra le novità più significative invece troviamo l’inserimento di un nuovo bonus (Art. 44-bis) per l’acquisto di autovetture Euro 6 riconosciuto fino alla misura massima di 3.500 euro, se si rottama un’auto di almeno 10 anni. La misura si dimezza (1.750 euro) in assenza di rottamazione. Per gli acquisti effettuati nel periodo compreso tra il 1° agosto 2020 e il 31 dicembre 2020 di auto ibride plug-in o con motorizzazione 100% elettrica di valore non superiore a 40.000 euro, spetta invece un bonus fino a 10.000 euro (nel caso di acquisto di autovetture con emissioni tra 0 e 20 grammi di Co2, con rottamazione) o a 6.500 euro per l’acquisto di autovetture con emissioni tra 21 e 60 grammi al km, con rottamazione.

Bonus Mobilità – Vede un incremento di 20 milioni il fondo di dotazione finanziaria per credito di imposta pari al 60% delle spese sostenute a partire dal 4 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020 per l’acquisto di:

  • biciclette, incluse quelle a pedalata assistita;
  • veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica;
  • servizi di mobilità condivisa a uso individuale esclusi quelli mediante autovetture;

fino ad un massimo di spesa di 500 euro.

Cancellazione IRAP – La misura non ha subito alcuna modifica in sede di conversione. Pertanto, il saldo 2019 e il I acconto 2020 non sono dovuti dai soggetti, diversi da quelli indicati nella norma, con ricavi o compensi non superiori a 250 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello di entrata in vigore del Dl rilancio.

Contributo a Fondo perduto – Anche la misura in commento non ha subito modifiche con la conseguenza che, nonostante le richieste di modifica pervenute da più partiti e associazioni professionali, nessun contributo perduto spetta ai professionisti “ordinistici”. Un nuovo contributo a fondo perduto è invece introdotto dal nuovo art. 25-bis a favore delle imprese che operano nei settori ricreativo e dell’intrattenimento nonché dell’organizzazione di feste e cerimonie.

Nuova proroga dei pagamenti al 30 settembre – Benché da più parti richiesta ed annunciata dalle stesse istituzioni, in sede di approvazione del ddl non è stata disposta la più che necessaria proroga dei versamenti la cui scadenza rimane quindi ferma al prossimo 20 luglio.