Istituito il DURC di congruità della manodopera

calcolatrice ufficio

Istituito il DURC di congruità della manodopera

Autore: Redazione Fiscal Focus

Proroga del DURC non valida per i lavori, servizi e forniture previsti dal decreto “Semplificazione”. Inoltre, come novità, viene istituto il documento relativo alla congruità dell’incidenza della manodopera. Lo prevede l’articolo 8, commi 10 e 10-bis, del D.L. n. 76/2020, recentemente convertito in legge 120/2020, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 settembre.

Si ricorda che l’articolo 1, comma 1175, della legge n. 296/2006, Legge finanziaria 2007, ha disposto che, a decorrere dal 1° luglio 2007, i benefici normativi e contributivi previsti dalle disposizioni in materia di lavoro e legislazione sociale, sono subordinati al possesso, da parte dei datori di lavoro, del documento unico di regolarità contributiva, fermi restando gli altri obblighi di legge ed il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonché di quelli regionali, territoriali o aziendali, laddove sottoscritti.

Le stazioni appaltanti/amministrazioni procedenti, nell’ambito delle fasi del procedimento preordinate alla selezione del contraente o alla stipulazione del contratto relativamente a lavori, servizi o forniture previsti o in qualunque modo disciplinati dal medesimo decreto-legge n. 76/2020, devono effettuare la richiesta di verifica della regolarità contributiva secondo le ordinarie modalità di cui al DM 30 gennaio 2015.

L’articolo 103, comma 2, del D.L n. 18/2020, convertito dalla legge n. 27/2020, ha prorogato la validità del DURC, disponendo che tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi, comunque denominati, compresi i termini di inizio e di ultimazione dei lavori, in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020, conservino la loro validità per i novanta giorni successivi alla dichiarazione di cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID-19.

Si evidenzia che quest’ultimo stato di emergenza è stato dichiarato fino al 31 luglio 2020 dalla delibera del Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020 e successivamente esteso, con delibera del Consiglio dei Ministri del 29 luglio, fino al 15 ottobre 2020.

Proroga del DURC non applicabile– Il comma 10 dell’articolo 8, prevede che, la proroga della validità dei documenti unici di regolarità contributiva (DURC), già stabilita dalla normativa sopra evidenziata per quelli in scadenza tra il 31 gennaio 2020 e il 31 luglio 2020, non sia applicabile quando venga richiesto di produrre il DURC oppure di dichiararne il possesso o, comunque, quando sia necessario indicare, dichiarare o autocertificare la regolarità contributiva ai fini della selezione del contraente o per la stipulazione del contratto relativamente a lavori, servizi o forniture previsti o in qualunque modo disciplinati dal D.L. n. 76/2020 in esame.

In relazione ai procedimenti comunque disciplinati dal decreto, dunque, con riferimento alla validità dei documenti unici di regolarità contributiva di cui al decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali 30 gennaio 2015, non si applicano le disposizioni del citato articolo 103, relative alla proroga oltre la data del 31 luglio 2020 della validità dei citati documenti in scadenza tra il 31 gennaio 2020 ed il 31 luglio 2020.

La novità– In sede di conversione in legge del decreto, è stato introdotto il comma 10-bis all’articolo 8, con il quale si prevede, per le procedure oggetto del codice dei contratti pubblici (D.lgs n. 50/2016), che al DURC, sia aggiunto il documento relativo alla congruità dell’incidenza della manodopera, con riferimento allo specifico intervento. La medesima disposizione demanda la definizione delle relative modalità di attuazione ad un decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, da adottarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del D.L n. 76/2020. Sono fatte salve le procedure i cui bandi o avvisi siano pubblicati prima della data di entrata in vigore del decreto ministeriale summenzionato.

Riguardo a quanto sopra disposto, si ricorda che l’articolo 105, comma 16, del citato codice dei contratti pubblici già prevede, nell’ambito di un articolo che ha per oggetto prevalente i subappalti, che il documento unico di regolarità contributiva sia comprensivo della verifica della congruità dell’incidenza della manodopera relativa allo specifico contratto affidato.

In base alla stessa norma, tale congruità, per i lavori edili, è verificata dalla cassa edile in base all’accordo assunto a livello nazionale tra le parti sociali firmatarie del contratto collettivo nazionale comparativamente più rappresentative per l’ambito del settore edile ed il Ministero del lavoro e delle politiche sociali; per i lavori non edili è verificata in comparazione con lo specifico contratto collettivo applicato.

Osservazioni – Con ogni probabilità, il nuovo documento relativo alla congruità dell’incidenza della manodopera, servirà ad evitare che l’appalto sia eseguito anche con utilizzo di lavoratori in nero.
Si fa notare che, il richiamato comma 10-bis, non individua il soggetto tenuto a rilasciare il documento relativo alla congruità dell’incidenza della manodopera. Sarà successivamente il decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali che provvederà, non solo a procedere a detta individuazione, ma anche ad indicare i parametri utilizzati per stabilire la congruità ed i soggetti che dovranno controllare la congruità stessa.

La disposizione, in realtà, non è rivolta all’esecuzione dei soli appalti del comparto dell’edilizia, ma è indirizzata a tutti i settori dell’ambito dei contratti pubblici che prevedono un appalto.
Ne consegue che i soggetti che avranno il compito di verificare la congruità dovranno avere una specifica competenza del settore che sarà oggetto di controllo.