La fondazione delimita i confini del CFP nei comuni calamitati

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La fondazione delimita i confini del CFP nei comuni calamitati

Autore: Redazione Fiscal Focus

È stato pubblicato ieri dalla Fondazione Nazionale Commercialisti un documento di ricerca avente ad oggetto la tanto discussa questione del contributo a fondo perduto per i comuni in stato di emergenza.

Il documento analizza le regole fissate dall’art. 25 comma 4 del Decreto Rilancio (DL n. 34/2020) al fine dell’erogazione del contributoper i contribuenti aventi domicilio fiscale o sede operativa nei comuni colpiti da eventi calamitosi alla data di proclamazione dello stato di emergenza Covid-19, allo scopo di chiarire gli aspetti ancora poco chiari della disciplina fissata dalla menzionata disposizione normativa.

CFP per i comuni in stato d’emergenza – Come più volte illustrato sulle pagine di questo quotidiano, l’ultimo periodo del comma 4 prevede una deroga alla condizione generale sulla riduzione del fatturato prevista dall’art. 25 del DL Rilancio, in favore dei soggetti economici domiciliati in comuni colpiti da eventi calamitosi in questi termini: “Il predetto contributo spetta anche in assenza dei requisiti di cui al presente comma ai soggetti […] che, a far data dall’insorgenza dell’evento calamitoso, hanno il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni colpiti dai predetti eventi i cui stati di emergenza erano ancora in atto alla data di dichiarazione dello stato di emergenza Covid-19”.

La disposizione normativa in commento, quindi, in considerazione delle difficoltà economiche in cui già versavano i contribuenti aventi il domicilio fiscale o la sede operativa nel territorio di comuni colpiti da precedenti eventi calamitosi (sismi, alluvioni o altri eventi naturali avversi), esonera quest’ultimi dalla prova del calo di fatturato richiesta dall’art. 25 quale condizione d’accesso al beneficio per la generalità dei contribuenti, riconoscendo ai medesimi la possibilità di richiedere i fondi a patto che venga rispettato il limite di ricavi/compensi di 5 milioni di euro.

I “requisiti” di accesso – Come ampiamente illustrato nel documento in commento, per godere della disciplina più vantaggiosa fissata dall’ultimo periodo del menzionato comma 4, sarà necessario verificare la simultanea esistenza dei seguenti elementi:

a) che il domicilio fiscale o la sede operativa dell’istante sia collocato nel territorio di comuni colpiti da un evento calamitoso per il quale sia stato dichiarato lo stato di emergenza (requisito territoriale);
b) che il menzionato stato di emergenza fosse ancora in atto alla data di dichiarazione dello stato di emergenza Covid-19 ovvero al 31 gennaio 2020 (requisito amministrativo);
c) che il domicilio fiscale o la sede operativa dell’istante fosse stabilito in tali luoghi, a far data dall’insorgenza dell’originario evento calamitoso (requisito temporale).
Ai fini della corretta applicazione della norma, come precisano gli autori, occorrerà quindi far riferimento ai provvedimenti emanati dalle autorità competenti e nello specifico i provvedimenti dei commissari delegati della protezione civile che, oltre a indicare i criteri e le modalità attuative per far fronte alle emergenze, individuano anche i comuni colpiti dagli eventi calamitosi in esame.

Si rammenta, infatti, che con riferimento ai predetti eventi il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, formulata anche su richiesta del Presidente della Regione o Provincia autonoma interessata, delibera lo stato d’emergenza di rilievo nazionale, fissandone la durata e determinandone l’estensione territoriale con riferimento alla natura e alla qualità degli eventi, autorizzando l’emanazione delle ordinanze di protezione civile volte a fronteggiare la situazione emergenziale e nominando i commissari delegati all’emergenza. In sostanza, la delibera con cui viene dichiarato lo stato di emergenza è di competenza del Consiglio dei Ministri, mentre spetta al Capo del Dipartimento per la protezione civile il potere di ordinanza il quale deve essere oggetto di intesa con le regioni territorialmente interessate.

Appare chiaro, dunque, che ai fini del legittimo inoltro delle istanze, sarà imprescindibile l’individuazione dei comuni interessati dalle delibere emergenziali mediante una oculata analisi dei provvedimenti citati.