La pandemia allunga i termini di decadenza dal beneficio “prima casa”

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La pandemia allunga i termini di decadenza dal beneficio “prima casa”

Autore: Redazione Fiscal Focus

È possibile fruire dell’agevolazione “prima casa” anche per l’acquisto di un nuovo immobile abitativo qualora l’acquirente sia già in possesso di un’abitazione acquistata con la medesima o altre agevolazioni su tutto il territorio nazionale. Ciò a condizione che, senza tener conto dell’immobile già posseduto, l’acquirente sia residente o stabilisca la residenza entro diciotto mesi nel comune in cui insiste l’immobile oggetto di nuovo acquisto e che non possegga altri fabbricati abitativi nello stesso comune. Il tutto all’ulteriore condizione che l’immobile abitativo già posseduto venga alienato nel termine di un anno dal nuovo acquisto.

A introdurre tale possibilità è stato il comma 4-bis della nota II-bis all’articolo 1 della tariffa parte prima, allegata al D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986 aggiunto ad opera di una disposizione contenuta nella legge di bilancio 2016.

Qualora non venga soddisfatta la condizione dell’alienazione del vecchio fabbricato entro il termine di un anno dal nuovo acquisto agevolato, ai sensi della predetta disposizione, è dovuta la differenza fra l’imposta calcolata in base all’aliquota applicabile in assenza di agevolazioni e quella risultante dall’applicazione dell’aliquota agevolata, nonché la sanzione amministrativa del 30 per cento della differenza medesima e gli interessi di mora.

Sospensione dei termini introdotta dal decreto “Liquidità” – Come confermato dall’Agenzia delle Entrate con la risposta ad istanza di interpello n. 310 pubblicata ieri, tutti i termini di cui alla nota II-bis all’articolo 1 della tariffa parte prima allegata al D.P.R. n. 131 del 26 aprile 1986 sono sospesi nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 31 dicembre 2020.

La disposizione di riferimento è l’articolo 24 del D.L. n. 23 dell’8 aprile 2020. L’interruzione dei detti termini, naturalmente, è stata concessa dal legislatore a seguito del dilagare del virus Covid-19.

Prima ancora della risposta pubblicata ieri, già con la Circolare n. 9/E del 13 aprile scorso, l’Agenzia aveva confermato che scopo della richiamata norma è quello di impedire la decadenza dal beneficio, attese le difficoltà nella conclusione delle compravendite immobiliari e negli spostamenti delle persone dovute all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

Pertanto nell’ipotesi in commento, qualora il termine entro cui vendere l’immobile preposseduto al fine di garantirsi le agevolazioni sul nuovo acquisto ricada nell’intervallo temporale compreso tra il 23 febbraio e il 31 dicembre 2020, il calcolo dei termini dovrà interrompersi al 23 febbraio 2020 e riprendere il 1° gennaio 2021.

Al fine di rendere più agevole il tenore della disposizione, è opportuno riportare il medesimo caso sul quale si è espressa l’Agenzia ieri nella risposta n. 310.
La contribuente istante aveva acquistato una nuova abitazione beneficiando dell’agevolazione prima casa in data 29 aprile 2019 con il conseguente impegno di alienare l’abitazione preposseduta entro il predetto termine di un anno.

In virtù del richiamato articolo 24 del decreto “Liquidità”, dunque, il termine di decadenza non scadeva il 28 aprile 2020, ma scadrà il 6 marzo 2021.

Oltre ai termini di decadenza previsti per la fattispecie in commento, i termini di sospensione di cui all’articolo 24 del D.L. n. 23 del 2020 riguardano il periodo di diciotto mesi dall’acquisto della prima casa entro il quale il contribuente deve trasferire la residenza nel comune in cui è ubicata l’abitazione e il termine di un anno entro il quale il contribuente che ha trasferito l’immobile acquistato con i benefici “prima casa” nei cinque anni successivi alla stipula dell’atto di acquisto deve procedere all’acquisto di un altro immobile da destinare a propria abitazione principale.