Legge di Bilancio 2021: la registrazione delle fatture emesse dei contribuenti “trimestrali”

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Legge di Bilancio 2021: la registrazione delle fatture emesse dei contribuenti “trimestrali”

Autore: Redazione Fiscal Focus

La legge di Bilancio si appresta ad iniziare il cammino parlamentare. Quest’anno, però, a causa dell’emergenza epidemiologica di Covid – 19 l’approdo alla Camera dei Deputati è in evidente ritardo rispetto al passato. Ben difficilmente, quindi, il Senato riuscirà ad intervenire con i relativi emendamenti. E’ probabile che il testo arrivi al secondo ramo del Parlamento “blindato” con la richiesta del voto di fiducia.
In realtà, rispetto agli anni scorsi, il provvedimento più importante nell’anno non contiene tante misure fiscali che, fatto salvo un possibile maxiemendamento sul filo di lana, saranno contenute in un sempre più probabile decreto Ristori – ter.

Il tema delle semplificazioni è sempre di estremo interesse soprattutto in un sistema che ora, a causa del sovrapporsi delle disposizioni emanate per fare fronte all’emergenza sanitaria ed economica, è ogni giorno sempre più complicato.

La legge di Bilancio del 2021interviene sul punto con l’intento di introdurre alcune semplificazioni. La previsione è lodevole anche se del tutto insufficiente rispetto al grado di complicazione oramai raggiunto dal sistema.

La registrazione delle fatture attive – L’art. 182, comma 1 del disegno di legge riguarda i contribuenti che liquidano l’Iva con periodicità trimestrale. Si tratta dei contribuenti di minori dimensioni che hanno conseguito, nell’anno solare precedente, un volume d’affari non superiore a 400.000 euro (per le prestazioni di servizi) e non superiore a 700.000 euro per le altre attività (cessioni di beni).

Fino ad oggi la registrazione delle fatture emesse, disciplinata dall’art. 23 del D.P.R. n. 633/1972, deve essere effettuata entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione determinato ai sensi dell’art. 6 del medesimo decreto. Ad esempio, la fattura emessa il 18 gennaio, deve essere registrata entro il termine del 15 febbraio.

La nuova disposizione tiene conto della circostanza che i termini previsti per effettuare la liquidazione dell’Iva dei contribuenti di minori dimensioni, ai sensi dell’art. 1, comma 1 del D.P.R. n.100/1998, sono ben maggiori rispetto ai termini previsti per la registrazione delle fatture emesse. Conseguentemente, con l’intento di semplificare gli adempimenti dei predetti contribuenti “trimestrali,” si prevede che la registrazione contabile delle fatture attive debba essere effettuata poco prima rispetto allo stesso termine previsto ai fini della liquidazione periodica del tributo.

La legge di bilancio 2021 prevede la modifica dell’art. 7 del D.P.R. n. 542/1999 con l’aggiunta del seguente comma 4: “i soggetti che esercitano l’opzione di cui al comma 1, lettera a) possono annotare le fatture nel registro di cui all’articolo 23 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, entro la fine del mese successivo al trimestre di effettuazione delle operazioni e con riferimento allo stesso mese di effettuazione delle operazioni”.

Tornando all’esempio precedente, la fattura emessa il 18 gennaio, potrà essere registrata entro il 30 aprile successivo, cioè entro il mese successivo al trimestre di riferimento. L’Iva a debito confluirà nella liquidazione periodica del primo trimestre da effettuarsi entro il 16 maggio successivo.

La modifica normativa è sicuramente apprezzabile anche se la collocazione della stessa, all’interno del citato articolo 7, con l’aggiunta del comma 4, non è tra le più felici. La disposizione ha come rubrica “Semplificazioni per i contribuenti minori relative alle liquidazioni e ai versamenti dell’imposta sul valore aggiunto”. Invece, la modifica normativa riguarda i termini di registrazione. Sarebbe quindi più opportuno modificare l’art. 23 del D.P.R. n. 633/1972 avente ad oggetto la disciplina del predetto adempimento.

Pertanto, se il testo definitivo della disposizione fosse quello contenuto nel disegno di legge, due distinte disposizioni disciplinerebbero i termini di registrazione delle fatture emesse. L’articolo 23 del decreto Iva riguarderebbe i contribuenti che liquidano l’Iva con periodicità mensile; invece l’art. 7 del D.P.R n. 542/1999 disciplinerebbe il medesimo obbligo per i contribuenti che liquidano il tributo con periodicità trimestrale.

La previsione della norma, avente ad oggetto la registrazione delle fatture, al di fuori del “corpo normativo” costituito dal D.P.R. n. 633/1972, rappresenta un evidente complicazione in controtendenza rispetto all’intento del legislatore. Sarebbe preferibile modificare l’art. 23 del decreto Iva facendo riferimento al citato art. 7 per individuare i contribuenti di minori dimensioni nei cui confronti troverebbe applicazione il maggior termine di registrazione.