Manovra d’estate: pagamenti mensili e trimestrali al posto degli acconti e dei saldi

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Manovra d’estate: pagamenti mensili e trimestrali al posto degli acconti e dei saldi

Autore: Redazione Fiscal Focus

In attesa della “Manovra d’estate”, professionisti ed imprenditori cercano di comprendere quali saranno i nuovi criteri di tassazione che il Ministro delle finanze e il direttore dell’Agenzia delle Entrate hanno in mente, e che potrebbero vedere la luce già all’inizio dell’anno 2021. Il cambiamento del sistema potrebbe essere radicale e quindi potrebbe rappresentare la motivazione per mettere una “pietra tombale” sul passato con una nuova edizione della “pace fiscale” che l’opposizione “cavalca” da tempo anche in considerazione del peso delle imposte oramai divenuto insostenibile.

Il superamento dell’attuale sistema – A parte la liquidazione dell’imposta sul valore aggiunto, imprese e professionisti versano le imposte sui redditi, in base alle disposizioni attualmente in vigore, due volte l’anno. Le scadenze sono, fatte salve eventuali proroghe, quella del 30 giugno e il 30 novembre. I versamenti riguardano due acconti e un saldo.

Secondo quanto affermato da Gualtieri e Ruffini l’attuale sistema, che prevede due sole scadenze, dovrebbe essere superato in quanto i contribuenti risultano ora obbligati ad una liquidazione su base annuale eccessivamente complicata.

Si sta dunque pensando a superare completamente tale sistema con l’eliminazione degli acconti, dei saldi e dei necessari conguagli. Questi adempimenti dovrebbero essere sostituiti da una liquidazione delle imposte su base mensile o trimestrale. In buona sostanza viene affermato che liquidare e versare le imposte dodici volte l’anno (una al mese) è più semplice che effettuare una liquidazione annuale. È dunque evidente come questa indicazione dia luogo a non poche perplessità. Probabilmente, la maggiore convenienza è dello Stato che incasserebbe con maggiore frequenza e in anticipo le imposte dell’anno intero. Le imprese e i professionisti risulterebbero di fatto assimilati e trattati come lavoratori dipendenti pur esercitando un’attività avente caratteristiche completamente diverse.

Il principio di cassa puro – Nell’effettuazione della liquidazione delle imposte su base mensile sembra, almeno in base alle ultime dichiarazioni, che la determinazione delle imposte dovute debba essere effettuata secondo un criterio di cassa puro, senza alcuna eccezione. In pratica dovrebbe essere effettuata la semplice differenza tra i compensi e i ricavi percepiti e le spese effettivamente sostenute, cioè pagate.

L’Agenzia delle Entrate, che dovrebbe liquidare autonomamente le imposte, non è in possesso delle indicazioni relative agli avvenuti incassi e pagamenti. Le uniche informazioni disponibili sono quelle desumibili direttamente dal Sistema di Interscambio dove affluiscono le fatture elettroniche.

Si pone così il problema di comprendere come siano acquisiti i dati mancanti. Sussiste il concreto rischio che l’adempimento ricada sugli operatori obbligati a comunicare periodicamente all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle movimentazioni finanziarie. Se questa impostazione risultasse confermata, l’aggravio per gli operatori sarebbe veramente notevole. In pratica gli operatori dovrebbero aggiornare periodicamente una “prima nota di cassa e di banca” da inviare con la medesima periodicità al Fisco. In tale ipotesi il sistema sarebbe tutt’altro che semplice. Il nuovo sistema viene presentato come una semplificazione ma, in realtà risulterà essere più oneroso come adempimenti.

Si pone anche il problema di come possano essere acquisiti gli altri dati che non sono certificati con la fatturazione elettronica. Si tratta, ad esempio, delle retribuzioni corrisposte ai lavoratori dipendenti, ai contributi versati, ma anche delle altre spese non certificate da fatture come, ad esempio, i biglietti ferroviari acquistati in occasione di una trasferta di lavoro.

Anche in questo caso sussiste il concreto rischio che l’Agenzia delle Entrate chieda i dati mancanti e non disponibili agli operatori con un evidente ed intuibile aggravio degli adempimenti.