Ministero del lavoro: il commento alla circolare che non c’è

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Ministero del lavoro: il commento alla circolare che non c’è

Autore: Redazione Fiscal Focus

Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, con la nota dell’Ufficio legislativo del 6 luglio 2020, diffusa nella giornata dell’8 luglio 2020, si prende il merito di commentare una bozza di circolare Inps, non ancora pubblicata, in materia di trattamento ordinario di integrazione salariale (CIGO), assegno ordinario, cassa integrazione speciale operai agricoli (CISOA), di cui al decreto legge n.34 del 19 maggio 2020 e al decreto legge n.52 del 16 giugno 2020.

La prima cosa da osservare, che desta un certo sconcerto in un periodo già denso di incertezza normativa, è il commento pubblico ad una bozza di una circolare non ancora pubblicata. Osservazioni che non sta a noi fare, ma che lasciano senza dubbio ampio sfogo alla fantasia.

Spostando l’attenzione sul piano tecnico, la circolare di commento, al paragrafo 1.1, recante le linee guida per la richiesta delle nuove cinque settimane e la regolamentazione del “periodo fruito”, precisa che non è possibile richiedere la concessione delle settimane residue rispetto alle iniziali 9 con un’unica domanda e sarà pertanto necessario presentarne due distinte, una per le 5 settimane e una per le settimane residue rispetto al periodo effettivamente fruito e da recuperare. Il Ministero invita quindi l’Istituto a riformulare il quinto e sesto capoverso, di una circolare ancora fantasma, ma già fortemente in ritardo e tiene a precisare che, “per poter richiedere e quindi usufruire delle ulteriori 5 settimane previste dal decreto-legge n. 34/2020, occorre che siano state già richieste ed interamente godute le 9 settimane inizialmente previste”, ritenendo, in altri termini, la necessità di chiarire che per accedere a periodi ulteriori rispetto alle 9 settimane, queste debbano essere state già richieste ed interamente godute.

Analoga situazione si presenta al paragrafo 1.2. In riferimento all’ulteriore periodo di 4 settimane di CIGO e assegno ordinario con causale COVID-19 nazionale, il Ministero invita l’Istituto a riformulare il sesto capoverso con la precisazione che, “nell’ipotesi in cui i datori di lavoro non abbiano fruito per intero delle pregresse 14 settimane, occorrerà presentare due distinte e successive domande: I’una per richiedere la concessione delle settimane residue rispetto alle 5 previste dal decreto-legge n. 34/2020, e, una volta terminato il suddetto periodo, dovrà essere inoltrata un’altra domanda per richiedere la concessione delle ulteriori 4 settimane introdotte dal decreto-legge n. 52/2020”. Un’ultima precisazione viene fatta in relazione al paragrafo 3.1, recante disposizioni sull’Assegno ordinario per i datori di lavoro che hanno trattamenti di assegni di solidarietà in corso, precisando che gli stessi possono presentare domanda di assegno ordinario per una durata complessiva di 18 settimane (9+5+4), al pari di quanto previsto per le altre tipologie di trattamenti salariali con causale COVID-19.

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, in data 9 luglio 2020 ha inviato al Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, la nota protocollo n. 2020/0005371, con la quale ha espresso preoccupazione per i contenuti della circolare Ministeriale di commento alla bozza di circolare spiegata in premessa.

In particolare, la Presidente dell’ordine dei Consulenti del Lavoro Marina Calderone, fa notare che la nota di cui trattasi invita l’Istituto a correggere una bozza di circolare, ad oggi non nota, che consentirebbe invece la proposizione di un’unica domanda. La soluzione proposta dal Ministero non appare condivisibile, prima di tutto perché imporrebbe una ulteriore rigidità applicativa che si andrebbe a sommare a quella già nota della norma e, inoltre, perché il chiarimento, decisamente poco tempestivo, riporterebbe a dover rivedere gran parte delle domande già inviate all’Istituto, scelta incomprensibile in un’ottica sia di semplificazione sia di facilitazione all’accesso al trattamento di integrazione salariale a beneficio dei lavoratori che già attendono da troppi mesi.

Il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro, senza mezzi termini, chiede di rivedere l’impostazione della nota dell’Ufficio Legislativo e di prevedere con apposito provvedimento una sola istanza di accesso a Cigo e Fis con causale Covid per l’intero periodo oggetto di tutela, sollecitando ad una rapida e definitiva definizione della questione.