Notifiche avvisi di accertamento. I sistemi informatici dell’Agenzia garantiranno la “data certa” di emissione dell’atto

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Notifiche avvisi di accertamento. I sistemi informatici dell’Agenzia garantiranno la “data certa” di emissione dell’atto

Autore: Redazione Fiscal Focus

Il D.L “Rilancio” prevede una proroga dei termini per la notifica degli atti di accertamento, di contestazione, di irrogazione delle sanzioni, di recupero dei crediti di imposta, di rettifica e di liquidazione, nonché per inviare le comunicazioni degli esiti del controllo automatizzato e formale laddove relativi ad imposte per le quali i termini di decadenza scadono tra il 9 marzo 2020 ed il 31 dicembre 2020.

Nello specifico i suddetti atti, in deroga agli ordinari termini decadenziali, potranno essere notificati solo dal 1° gennaio 2021 e fino al 31 dicembre del medesimo anno.

La proroga dei termini di notifica ha lo scopo di tener conto delle difficoltà connesse all’emergenza COVID-19 ed in tale prospettiva ha la finalità di evitare una concentrazione delle notifiche in un raggio temporale eccessivamente ristretto, circostanza che certamente metterebbe in difficoltà i contribuenti già gravati dalle conseguenze della recente emergenza sanitaria.

La rilevanza attribuita alla data di emissione dell’atto – Tuttavia la norma in commento si premura di precisare che la proroga in parola opera limitatamente agli atti emessi (ancorché non notificati) entro il 31 dicembre 2020.
In sostanza, sebbene gli atti possano essere notificati ai destinatari sino al 31/12/2021, per poter godere della proroga dovranno essere emessi dall’ufficio entro e non oltre entro il 31 dicembre 2020.

Due saranno allora i termini rilevanti per valutare la regolarità della notifica dell’atto:

  • il termine entro il quale l’atto è stato emesso dall’ufficio.
  • il termine entro il quale il medesimo è pervenuto nella sfera di conoscibilità del contribuente.

Proprio su tale aspetto il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini, in occasione dell’incontro con la stampa specializzata di qualche giorno fa, ha chiarito che l’Agenzia potrà provare l’avvenuta emissione dell’atto nei termini previsti dalla norma anche attraverso la data di lavorazione risultante dai sistemi informativi dell’Agenzia, compresi i sistemi di gestione documentale.

Il direttore ha puntualizzato anche che gli uffici possono già utilizzare specifiche funzionalità degli applicativi informatici che permettono di predisporre e firmare elettronicamente gli atti e poi di protocollarli.

Un’ulteriore precisazione in merito al concetto di emissione dell’avviso d’accertamento è rinvenibile dalla lettura della recente Circolare 17/E/2020 (documento col quale l’Amministrazione Finanziaria ha fornito i primi chiarimenti in merito al nuovo obbligo di contraddittorio previsto dall’art. 4 octies del Dl 34/2019) .

A pag. 14 del documento di prassi in commento alla nota 26 è dato leggere, infatti: “per avvisi d’accertamento emessi si intendono gli atti datati e sottoscritti dal titolare dell’ufficio o da un suo delegato a partire da tale data […]”.
Questi, dunque, gli orientamenti dell’Amministrazione Finanziaria in merito all’applicazione della proroga prevista dal legislatore.

Resta da capire quale sarà l’orientamento dei giudici di merito prima e di legittimità poi (in termini di nullità dell’atto), qualora, a seguito di contestazione da parte del contribuente, dalla documentazione processuale emerga il mancato rispetto di detta tempistica (emissione dell’atto entro fine dicembre) da parte dell’Amministrazione Finanziaria.

Gli atti urgenti– Si ricorda, in ogni caso, che il decreto Rilancio fa salva la notifica degli atti caratterizzati da indifferibilità e urgenza, come nel caso di contestazioni di frodi fiscali, atti che prevedono una comunicazione di notizia di reato ai sensi dell’articolo 331 del codice di procedura penale, ovvero quelli conseguenti l’applicazione dei provvedimenti cautelari previsti dall’articolo 22 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472. Questi atti, quindi, potranno comunque essere notificati nei termini ordinari.

Discorso analogo vale anche per i casi in cui l’emissione dell’atto è funzionale all’adempimento, come nel caso della liquidazione d’ufficio dell’imposta da versare per la registrazione degli atti giudiziari.