Nuove attività 2019: agevolazioni Covid-19 anche in assenza dei requisiti

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Nuove attività 2019: agevolazioni Covid-19 anche in assenza dei requisiti

Autore: Redazione Fiscal Focus

In conseguenza all’emergenza Covid-19, il Governo ha approvato una serie di misure volte a fornire ristoro e supporto economico ai soggetti la cui attività ha subito gravi danni per effetto del lockdown. Come noto, molte di esse limitano la platea dei beneficiari in funzione di specifici requisiti dimensionali, subordinandone altresì l’accesso solo a coloro i quali abbiano effettivamente subito un danno (da provare mediante diminuzione del fatturato in determinati periodi di riferimento).

Indubbiamente tra i soggetti più fragili potrebbero rientrare quelli neo-costituiti a partire dal 1° gennaio 2019: essi infatti potrebbero non aver ancora recuperato i costi di investimento iniziali e non aver avuto il tempo per costituire la stabilità finanziaria necessaria per far fronte alle conseguenze derivanti dalla crisi da Covid-19. Per tali ragioni, ma anche perché spesso impossibilitati ad effettuare un confronto con l’anno precedente al fine di provare di aver effettivamente subito un danno, molte misure sono applicabili per tali categorie di soggetti anche in assenza dei requisiti fissati dalle norme per la generalità dei contribuenti.

Contributo a Fondo Perduto – Tra i potenziali beneficiari del contributo a fondo perduto di cui all’art. 25, rientrano i soggetti che abbiano iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019, pur in assenza dei requisiti previsti dalla norma. Per essi, infatti, il contributo non potrà essere inferiore alla misura almeno pari alla soglia minima di mille euro per le persone fisiche e di duemila euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche, anche qualora non si sia verificata la diminuzione del fatturato o, per le attività avviate post 30 aprile 2019, non sia in ogni caso possibile determinare l’ammontare del contributo spettante.
Le società neocostituite, inoltre, non dovranno ricalcolare pro-rata temporis i ricavi o compensi conseguiti nel 2019 ai fini della verifica della soglia di 5 milioni (Circolare 15/E del 13.06.2020, § 2.1).

Sospensione dei versamenti tributari – I beneficiari della sospensione dei versamenti di aprile e maggio 2020, da effettuarsi entro il prossimo 16 settembre, sono stati individuati sulla base dei ricavi e compensi conseguiti nell’anno di imposta precedente (a quello di entrata in vigore del Decreto Liquidità, ossia dell’8 aprile 2020) nonché dell’andamento del fatturato e dei corrispettivi di marzo e aprile 2020 rispetto agli stessi mesi del 2019.

In particolare, i versamenti relativi a ritenute e addizionali di lavoro dipendente, contributi previdenziali e assistenziali e premi assicurativi, sono sospesi se si è verificata una diminuzione del fatturato e dei corrispettivi almeno pari al:

  • 33% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data dell’8 aprile 2020, registrata nel mese di marzo 2020, rispetto al mese di marzo 2019: in tal caso spetterebbe la sospensione dei versamenti dovuti nel mese di aprile 2020;
  • 50% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 50 milioni di euro nel predetto periodo, registrata nel mese di aprile 2020, rispetto al mese di aprile 2019: in tal caso spetterebbe la sospensione dei versamenti dovuti nel mese di maggio 2020.

Anche in assenza dei tali requisiti, i versamenti sono in ogni caso sospesi per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione che abbiano intrapreso l’attività in data successiva al 31 marzo 2019.

Credito d’imposta per i canoni di locazione commerciale – Secondo l’attuale formulazione della norma (in corso di conversione in Parlamento), il credito d’imposta del 60 per cento dell’ammontare mensile del canone di locazione, di leasing o di concessione di immobili ad uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo, spetta a condizione che:

  • i ricavi o compensi siano non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto;
  • sia intervenuto nel mese di riferimento una riduzione di almeno il 50% del fatturato e corrispettivi rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Salvo alcune eccezioni previste per gli enti non commerciali e per le imprese operanti nel settore turistico-alberghiero, il testo così formulato comporta l’esclusione dal beneficio di tutti quei soggetti che, avendo iniziato l’attività nel corso dell’anno 2019, non potrebbero verificare l’avvenuta diminuzione del fatturato. Per effetto delle modifiche approvate nel corso dell’iter di conversione in Legge, il credito di imposta dovrebbe tuttavia essere esteso a favore delle imprese che hanno avviato l’attività nel 2019 e per alcuni comuni colpiti da eventi calamitosi (con stato di emergenza ancora in atto alla data di dichiarazione dello stato di emergenza Covid-19), anche in assenza del vincolo della diminuzione del fatturato o dei corrispettivi.

Indennità di 1.000 euro per il mese di maggio – Ancora nessun aggiustamento è stato apportato invece all’art. 84 del Decreto Rilancio, che disciplina – tra le altre – l’indennità di mille euro per i professionisti e co.co.co iscritti alla gestione separata Inps. Il beneficio, infatti, spetta solo in presenza del calo del fatturato pari ad almeno il 33% registrato nel secondo bimestre 2020 (marzo/aprile) rispetto al secondo bimestre 2019, requisito non dimostrabile quindi da parte dei soggetti che abbiano avviato l’attività in data successiva al 30.04.2019. Tale formulazione, confermata anche dalla Circolare INPS n. 80/2020, ad oggi non sembrerebbe aver subito modifiche in sede di esame Parlamentare.