Nuovo DPCM, nuove restrizioni

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Nuovo DPCM, nuove restrizioni

Autore: Redazione Fiscal Focus

Ancora un DPCM, ancora una conferenza stampa, ancora una bozza. Torniamo, purtroppo, a situazioni già viste: l’introduzione di misure restrittive, annunciate, smentite, illustrate in conferenza stampa e non supportate da un testo definitivo pubblicato in GU.

Per quanto di nostra conoscenza all’atto della stesura del presente contributo, basato sul contenuto della conferenza stampa nonché su una bozza del decreto, le novità sono le seguenti.

Nuove restrizioni di orario a bar, ristoranti e similari– Viene mantenuta una differenziazione di trattamento tra attività dei servizi di ristorazione (bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, ecc.) a seconda che le stesse vengano svolte con consumo al tavolo o meno:

  • Con consumo al tavolo l’orario consentito è dalle 5.00 alle 24.00
  • Senza consumo al tavolo, dalle 5.00 alle 18.00.

L’asporto è consentito fino alle ore 24.00 ma, attenzione, per l’intera giornata è vietata la consumazione nei pressi del locale.

L’unica modalità di esercizio che non muta è quella della consegna a domicilio, che continua ad essere consentita e senza limiti di orario.

Nuovi obblighi per i ristoranti – A carico dei ristoranti vengono imposti due nuovi obblighi:

  • Ogni tavolo potrà essere costituito da un massimo di sei avventori
  • All’ingresso del locale deve essere affisso un cartello che evidenzi con chiarezza il numero massimo di avventori consentito, calcolato nel rispetto dei Protocolli di sicurezza.

Quanto a quest’ultimo obbligo, resta da comprendere esattamente la ratio della disposizione, e soprattutto quali modalità gli esercenti dovranno utilizzare per calcolare il numero degli avventori, posto che nel rispetto della distanza di sicurezza imposta dai protocolli, molto cambia anche a seconda della disposizione dei tavoli.

Tutto da chiarire, inoltre, anche l’aspetto relativo all’eventuale documentazione da produrre e/o esibire per i controlli del caso, atta a dimostrare che il numero indicato sia quello effettivamente congruo alle caratteristiche del locale.

Per quanto riguarda la somministrazione, infine, si segnala che restano invariate le regole per il catering contrattuale e le mense, nonché il fatto che restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

Piazze e vie bloccate su decisione dei Sindaci– Altra norma contenuta nel DPCM è quella che consente ai Sindaci di disporre la chiusura al pubblico, dopo le ore 21.00, di intere piazze o strade ubicate in centri urbani. Tale facoltà è concessa con rifermento a quei luoghi nei quali si possono creare situazioni di assembramento.

Nel caso in cui la via / piazza venga chiusa, il decreto prevede che viene fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private, ma è di tutta evidenza che una misura di questo tipo andrebbe ad impattare pesantemente sugli esercizi di ristorazione aperti in tali aree.

Ulteriori restrizioni – Viene imposto anche l’orario di apertura consentita a sale giochi, sale scommesse e sale bingo: dalle 8.00 alle 21.00.
Inoltre, secondo quanto annunciato in conferenza stampa (ma il testo della disposizione è assente nella bozza a nostre mani), entro una settimana dovrebbe venire presa una decisione in merito alle palestre. Si tratta di attività attorno alle quali pare sia stato difficile trovare un accordo, e pertanto la decisione finale dovrebbe essere quella di un posticipo di un eventuale ordine di chiusura, di una settimana. Entro questo lasso di tempo le palestre che ancora non lo avessero fatto dovrebbero mettersi in regola con i protocolli di sicurezza, dopo di che, sentito il parere del Comitato Scientifico, le attività potrebbero proseguire o essere costrette alla sospensione, a seconda dall’andamento della situazione epidemiologica ed alla verifica del rispetto delle disposizioni di sicurezza sul territorio.

Oltre a quanto disposto dal DPCM, il cui contenuto definitivo, come si è detto, dovrà essere verificato ad avvenuta pubblicazione del testo firmato, resta ferma la necessità di verificare sempre la presenza ed il contenuto di eventuali disposizioni di carattere locale, tipicamente delibere regionali, posto che alle Regioni è demandato il compito di verificare la compatibilità di molte attività (ristorazione, ma anche servizi alla persona ed altro) con l’andamento della situazione dei contagi. Detto in altri termini, non sono da escludersi ulteriori misure più restrittive assunte, o che verranno assunte in futuro.