Partecipazione agli appalti anche per i raggruppamenti temporanei di imprese

calcolatrice ufficio

Partecipazione agli appalti anche per i raggruppamenti temporanei di imprese

Autore: Redazione Fiscal Focus

Alle procedure di affidamento previste dal decreto “Semplificazioni” possono partecipare gli operatori economici anche in forma di raggruppamenti temporanei. È quanto stabilito dall’articolo 2-bis del D.L. n. 76 del 16 luglio 2020, convertito con modificazioni dalla legge n. 120 dell’11 settembre 2020, introdotto dal Senato.

Il raggruppamento temporaneo – Il raggruppamento temporaneo di imprese (RTI), anche noto con l’acronimo ATI (associazione temporanea di imprese), è l’istituto mediante il quale un’impresa, che non dispone in misura sufficiente dei requisiti tecnici e/o economici necessari per partecipare ad una determinata gara d’appalto, si associa ad altre imprese per incrementare i propri requisiti di qualificazione, in vista della partecipazione alla specifica gara.

Le ragioni della collaborazione imprenditoriale possono essere le più varie. Nel caso delle associazioni temporanee d’impresa le motivazioni sono soprattutto di carattere tecnico-commerciale. Questi accordi temporanei presentano infatti il vantaggio di consentire una maggiore flessibilità nella gestione delle imprese che vi partecipano; essi permettono la partecipazione a contratti cui l’impresa da sola non potrebbe aderire.

Con il D. Lgs n. 406/1991 fu attuata la Direttiva CEE 89/440 in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici ed è nata quindi la figura dell’associazione temporanea d’impresa. Tale forma viene solitamente utilizzata per la realizzazione di un’iniziativa da parte di più imprese ed è stata prevista per la partecipazione ad appalti pubblici relativi a grandi lavori o forniture complesse per i quali le singole imprese ritengano di non avere i mezzi tecnici, finanziari o le specializzazioni necessarie per svolgere tutto l’insieme delle opere o dei servizi.

Il raggruppamento d’imprese presenta un’offerta comune all’ente appaltante, avendo dato un mandato collettivo gratuito ed irrevocabile alla società che agisce come rappresentante del raggruppamento (leader, capo raggruppamento, capogruppo). In caso di aggiudicazione, il lavoro sarà portato a termine congiuntamente in base all’accordo di collaborazione tra le parti.
È importante sottolineare che ciascuna impresa conserva la propria autonomia e individualità ai fini della gestione, della contabilità, degli adempimenti fiscali e degli oneri sociali. All’impresa capogruppo (mandataria) spetta la rappresentanza esclusiva delle imprese mandanti nei confronti dell’ente appaltante per tutte le operazioni e gli atti di qualsiasi natura dipendenti dall’appalto, anche dopo il collaudo dei lavori, fino all’estinzione di ogni rapporto.

La normativa in oggetto ha dovuto tenere anche conto delle disposizioni anti-mafia in questo settore. È pertanto vietato il raggruppamento temporaneo concomitante o successivo all’aggiudicazione della gara; in caso di inottemperanza si provvederà all’annullamento dell’aggiudicazione o del contratto e all’esclusione dalla gara per il nuovo affidamento.

I raggruppamenti d’imprese possono essere di due tipi: raggruppamenti orizzontali e raggruppamenti verticali. Nei primi tutte le società restano solidalmente responsabili verso il committente della intera esecuzione dei lavori; tuttavia anche in questo caso i lavori potrebbero essere di fatto divisibili in parti o lotti. Nei raggruppamenti verticali, invece, vengono individuate le imprese specializzate che eseguiranno solo una determinata parte dell’opera e quindi avranno una responsabilità limitata all’importo di quest’ultima.

È da tenere presente che l’associazione temporanea tra imprese è stata introdotta limitatamente al settore degli appalti delle opere e delle forniture pubbliche.

Poiché nell’associazione temporanea d’impresa ogni società mantiene la propria autonomia ed individualità, ogni società conserva la propria individualità contabile e registrerà quindi i propri costi e ricavi relativi alla parte di lavori che esegue; anche la fatturazione al committente è individuale e non compete alla capogruppo come nel caso dei consorzi.

La capogruppo gestisce tuttavia tutti i rapporti e predispone tutti i prospetti che stanno alla base della fatturazione. In quanto mandataria dell’ATI, infatti, è la sola che può e deve mantenere i rapporti con il committente: di conseguenza la rilevazione dei dati di “contabilità lavori” spetta alla capogruppo così come la gestione dell’opera e la direzione lavori. Sarà quindi la capogruppo a rilevare i dati presso le altre società per la predisposizione dello stato avanzamento lavori totale dell’opera sulla base del quale ogni società provvederà alla fatturazione della parte di sua competenza.
L’ATI non ha quindi autonomia patrimoniale né finalità economiche autonome e non deve quindi tenere una propria distinta contabilità.

Fiscalmente– L’associazione temporanea tra imprese non è soggetto autonomo IVA e non applica il reverse charge (Cass. n. 6791/2009 e n. 1396/2003, Ris. n. 246 del 16 giugno 2008 e n. 172 del 13 luglio 2007).

Tuttavia, secondo l’orientamento ormai prevalente dell’Amministrazione Finanziaria (Ris. n. 172 del 13 luglio 2007 e n. 550231 del 28 giugno 1988), se le imprese raggruppate si comportano, nell’esecuzione dell’appalto, in modo unitario e indistinto, sia all’interno del raggruppamento stesso che nei confronti dei terzi, può determinarsi un’autonomia soggettiva in capo all’ATI; a tal fine, non è determinante la circostanza che l’opera da eseguire abbia le caratteristiche di indivisibilità oggettiva e funzionale, potendosi validamente realizzare in una ripartizione percentuale dell’opera, la divisibilità contabile, tecnica e gestionale. In pratica, in questa particolare situazione, le imprese raggruppate in ATI agiscono come una società di fatto con i conseguenti effetti ai fini delle imposte dirette e indirette. In senso contrario la Suprema Corte, secondo la quale l’ATI non è in alcun caso configurabile come soggetto autonomo d’imposta (Cass. n. 6791/2009).

La novella – Con il nuovo articolo 2-bis si prevede che alle procedure di affidamento di cui agli articoli 1, (Procedure per l’incentivazione degli investimenti pubblici durante il periodo emergenziale in relazione all’aggiudicazione dei contratti pubblici sotto soglia, ossia importo inferiore a 150.000 euro e per servizi e forniture, ivi compresi i servizi di ingegneria e architettura e l’attività di progettazione, di importo inferiore a 75.000 euro) e 2 ((Procedure per l’incentivazione degli investimenti pubblici in relazione all’aggiudicazione dei contratti pubblici sopra soglia) del decreto “Semplificazioni”, gli operatori economici possono partecipare anche in forma di raggruppamenti temporanei di cui all’articolo 3, comma 1, lettera u) del codice dei contratti pubblici (D. Lgs n. 50/2016).

Si ricorda che l’articolo 3 del codice, recante le definizioni, al comma 1, lettera u) definisce «raggruppamento temporaneo» un insieme di imprenditori, o fornitori, o prestatori di servizi, costituito, anche mediante scrittura privata, allo scopo di partecipare alla procedura di affidamento di uno specifico contratto pubblico, mediante presentazione di una unica offerta.

La disposizione sembra dunque regolare la possibilità di partecipazione alle gare nelle forme plurisoggettive, previste dal Codice, segnatamente mediante raggruppamenti temporanei di imprese. Si segnala a tale riguardo che la disposizione di nuova introduzione reca il riferimento alla categoria dei soli raggruppamenti temporanei, mentre non menziona altre categorie plurisoggettive, quali i consorzi tra operatori economici, categoria che risulta prevista dal codice in relazione alla partecipazione a gare in forma aggregata da parte di operatori economici.