Scaduti i termini della sospensione dei versamenti di determinati atti

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Scaduti i termini della sospensione dei versamenti di determinati atti

Autore: Redazione Fiscal Focus

Scaduti i termini relativi alla sospensione dei versamenti delle somme dovute a seguito di atti di accertamento con adesione, conciliazione, mediazione, rettifica e liquidazione e di recupero dei crediti d’imposta.

Si pone nella dovuta evidenza che l’articolo 149 del D.L. 19 maggio 2020, n. 34, ha disposto la proroga al 16 settembre 2020 dei versamenti delle somme dovute a seguito di atti di accertamento con adesione, conciliazione, mediazione, rettifica e liquidazione e di recupero dei crediti d’imposta.

La proroga si applica con riferimento agli atti suddetti, i cui termini di versamento scadono nel periodo compreso tra il 9 marzo 2020 e il 31 maggio 2020.

La proroga al 16 settembre 2020 ha riguardato anche il termine finale per la notifica del ricorso di primo grado innanzi alle Commissioni tributarie, per gli atti sopra individuati nonché le scadenze degli atti definibili con l’acquiescenza agevolata del contribuente agli avvisi di accertamento e di liquidazione, ai sensi dell’articolo 15 del D.lgs. n. 218/1997, i cui termini di versamento scadono nel suddetto periodo.

I versamenti prorogati sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 16 settembre 2020 o, a decorrere dal medesimo giorno del mese di settembre 2020, mediante rateazione fino a un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con scadenza il 16 di ciascun mese.

Sin dalla sua emanazione, in dottrina è stato evidenziato che la norma non brilla per chiarezza, ma lascia aperti molti dubbi, specie in merito alla sua attuazione, tanto è vero che, nel documento di ricerca del CNDCEC e della Fondazione Nazionale dei Commercialisti del 25 maggio 2020, viene consigliato di non tenerne conto, invitando i professionisti ad osservare i termini ordinari di scadenza al fine di evitare di incorrere in responsabilità professionale, in modo particolare con riguardo alla presentazione dei ricorsi in primo grado.

Le difficoltà operative che si incontrano, sono dovute al coordinamento che deve essere effettuato con il D.L. n. 18/2020 (Cura Italia) e con il D.L. n. 23/2020 (Liquidità).
Di seguito alcuni esempi.

Atti di accertamento con adesione – In breve, si ricorda che, a norma dell’articolo 6 del D.Lgs. n. 218/1997, il contribuente nei cui confronti sono stati effettuati accessi, ispezioni o verifiche, ovvero è stato notificato un avviso di accertamento, può chiedere all’ufficio, con apposita istanza in carta libera, la formulazione della proposta di accertamento ai fini dell’eventuale definizione delle violazioni indicate nel processo verbale di constatazione o nell’atto di accertamento.

Il termine per l’impugnazione dell’atto di accertamento (entro 60 giorni) e quello per il pagamento dell’IVA, sono sospesi per un periodo di novanta giorni dalla data di presentazione dell’istanza del contribuente. L’accertamento con adesione è redatto con atto scritto in duplice esemplare, sottoscritto dal contribuente o da un suo procuratore munito di procura speciale e dal capo dell’ufficio o da un suo delegato. Il versamento delle somme dovute per effetto dell’accertamento con adesione o della prima rata deve eseguito entro venti giorni dalla redazione dell’atto di adesione.

A titolo di esempio, un atto di accertamento notificato in data 3 gennaio 2020, con istanza di accertamento con adesione presentata in data 17 gennaio 2020, i termini ordinari di impugnazione (60 gg) scadono il 3 marzo 2020. Ai 60 giorni però si aggiungono ulteriori 90 giorni per effetto della presentazione dell’istanza di accertamento con adesione, con la conseguenza che il termine per impugnare l’atto impositivo scadrebbe il 1° luglio 2020.

Qualora l’atto di adesione sia stato redatto in data 18 febbraio 2020, poiché i 20 giorni scadono il 9 marzo 2020 per il versamento della prima o unica rata, si può affermare che il caso rientra nella proroga e, pertanto, il versamento può essere effettuato a decorrere da 16 settembre 2020.

Non rientra nella proroga qualora l’atto di adesione sia stato sottoscritto il 15 maggio 2020, poiché i 20 giorni successivi necessari per il versamento scadono il 4 giugno 2020, quindi fuori dal perimetro temporale della proroga (9 marzo/31 maggio 2020).

Conciliazione – Si ricorda che la conciliazione è quell’istituto deflattivo con cui viene data la possibilità alla parte ricorrente e a quella resistente di estinguere una lite pendente dinnanzi alla Commissione Tributaria. L’iniziativa può essere presa dal ricorrente, dal resistente e dalla stessa Commissione Tributaria e, a seconda delle modalità di svolgimento, ai sensi degli articoli 48 e 48-bis del D.lgs n. 546/1992, si hanno due tipologie di procedimento: quello “fuori udienza” o quello “in udienza”. Questa distinzione rileva ai fini del perfezionamento della procedura, in quanto nel primo caso la conciliazione si perfeziona con la sottoscrizione dell’accordo, mentre nella seconda ipotesi (“in udienza”) con la redazione del processo verbale di conciliazione.

Per effetto dell’articolo 48-ter del citato decreto, il versamento delle somme dovute ovvero, in caso di rateizzazione, della prima rata deve essere effettuato entro venti giorni dalla data di sottoscrizione dell’accordo conciliativo o di redazione del processo verbale.

Un accordo conciliativo sottoscritto in data 29 aprile 2020, il relativo versamento scadrebbe il 19 maggio 2020. In questo caso il versamento è posticipato al 16 settembre 2020, in quanto la prima scadenza (19 maggio 2020) rientra nel periodo di sospensione (9 marzo/31 maggio 2020).

Di contro, non vige la sospensione per un accordo conciliativo sottoscritto in data 26 maggio 2020, poiché i termini dei venti giorni scadono in data 15 giugno 2020 e, quindi, entro quest’ultima data deve essere eseguito il versamento della prima o unica rata di quanto dovuto.

Mediazione – Ai sensi dell’articolo 17-bis del D. Lgs n. 546/1992, la mediazione tributaria si applica alle controversie di valore non superiore a 20.000 euro, relative a tutti gli atti impugnabili, individuati dall’articolo 19 dello stesso decreto. Per tutti gli atti impugnabile a partire dal 1° gennaio 2018, la mediazione si applica alle controversie di valore non superiore 50.000 euro, così come dispone l’articolo 10 del D.L. n. 50 del 2017.

Il ricorso non è procedibile fino alla scadenza del termine di novanta giorni dalla data di notifica, entro il quale deve essere conclusa la procedura di mediazione. A tale termine di novanta giorni si applica la sospensione dei termini processuali nel periodo feriale.

L’accordo di mediazione si conclude con la sottoscrizione da parte dell’ufficio e del contribuente e si perfeziona con il versamento entro venti giorni dell’intero importo dovuto ovvero della prima rata, in caso di pagamento rateale. Il pagamento deve essere effettuato, anche tramite compensazione, con il modello F24.

Nel caso in cui venga concluso un accordo di mediazione in data 20 febbraio 2020, il relativo versamento avrebbe dovuto essere eseguito entro l’11 marzo 2020. Tale data rientra nel periodo di sospensione e, pertanto, il versamento può essere eseguito entro il 16 settembre 2020.

In merito alla mediazione, va rammentato cha la Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 10/E del 16 aprile 2020, nel commentare gli articoli 83 del D.L. n. 18/2020 e 36 del D.L. n. 23/2020, ha chiarito che è sospeso dal 9 marzo 2020 all’11 maggio 2020 il termine dei 90 giorni per la conclusione del procedimento di mediazione.

Il termine per la conclusione di un procedimento di mediazione iniziato il 21 gennaio 2020, poiché rimane sospeso dal 9 marzo all’11 maggio 2020, va a scadere il 23 giugno 2020, anziché il 20 aprile 2020.

Il caso esposto nell’esempio non rientra nella proroga della sospensione dei versamenti al 16 settembre 2020, in quanto risulta fuori dall’ambito temporale che si conclude il 31 maggio 2020, dato che il versamento deve avvenire entro il 13 luglio 2020, ossia entro 20 giorni dal 23 giugno 2020.

Come precisato dal citato documento di prassi, la sospensione dal 9 marzo 2020 all’11 maggio 2020, vale anche con riferimento al termine di venti giorni per il versamento del totale ovvero della prima rata delle somme dovute sulla base dell’accordo di mediazione raggiunto tra le parti.

Mutuando l’esempio contenuto nella circolare, per un accordo di mediazione concluso, ad esempio, il 24 febbraio 2020, il termine di 20 giorni per il pagamento della prima rata o dell’intera somma dovuta scade il 18 maggio 2020, anziché il 15 marzo 2020.

Si è dell’avviso che il versamento proposto nell’esempio ricada nella sospensione al 16 settembre 2020, visto che, sia nel caso di versamento al 15 marzo 2020 che al 18 maggio 2020, comunque le citate date rientrano nel periodo di sospensione previsto dal decreto “Rilancio”.

Acquiescenza – Da ultimo, l’articolo 15 del D Lgs n. 218/1997, consente di definire con modalità agevolate le sanzioni irrogate per specifiche violazioni, se il contribuente rinuncia ad impugnare l’avviso di accertamento o di liquidazione e a formulare istanza di accertamento con adesione, provvedendo a pagare, entro il termine per la proposizione del ricorso, le somme complessivamente dovute, tenuto conto della predetta riduzione. In ogni caso la misura delle sanzioni non può essere inferiore ad un terzo dei minimi edittali previsti per le violazioni più gravi relative a ciascun tributo.

Un avviso di accertamento notificato in data 9 gennaio 2020, che poteva essere definito, senza quindi impugnarlo, entro il 9 marzo 2020, poiché scade durante il periodo “emergenziale”, di cui agli articoli 83 del D. L n. 18/2020 e 36 del D. L. n. 23/2020, che, avendo l’effetto di differire di 64 giorni il termine di impugnazione, porta alla possibilità di effettuare il versamento o l’impugnazione dell’atto entro il 12 maggio 2020, differito al 16 settembre 2020, vigendo la proroga.

Non rientra nella disposizione in esame un avviso di accertamento notificato il 27 gennaio 2020 che, per effetto del differimento “emergenziale”, scadrebbe il 30 maggio 2020, che è sabato, con possibilità di impugnazione o versamento per acquiescenza entro il 1° giugno 2020, quindi, fuori dalla possibilità per il contribuente di usufruire della data del 16 settembre 2020