Sconto in fattura e cessione del credito: il confronto con gli altri bonus

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Sconto in fattura e cessione del credito: il confronto con gli altri bonus

Autore: Redazione Fiscal Focus

L’art. 121 del decreto Rilancio prevede la possibilità di fruire della detrazione del 110% con modalità alternative. I soggetti interessati possono optare per lo sconto in fattura o per la cessione del credito.

In realtà, tali possibilità riguardano, più in generale, tutti gli altri bonus che traggono origine da altri interventi sugli immobili. Ad esempio, le novità riguardano le spese sostenute per il recupero del patrimonio edilizio, gli altri ecoincentivi, il Sismabonus, il bonus facciate, l’installazione degli impianti fotovoltaici e l’installazione dei dispostivi per la ricarica dei veicoli elettrici. In tali ipotesi, il vantaggio fiscale è inferiore in quanto la detrazione ed il corrispondente credito non consentono il “pieno” recupero della spesa sostenuta.

Per tale ragione la disciplina fiscale è meno stringente e anche gli adempimenti richiesti non sono esattamente coincidenti con il Superbonus. In alcuni casi il contribuente, pur rinunciando ad una parte della detrazione, potrebbe scegliere di avvalersi di una delle agevolazioni che gli attribuiscono un beneficio inferiore pur di evitare i molteplici adempimenti che la detrazione del 110% richiede.

Il visto di conformità – La semplificazione principale relativa agli altri bonus riguarda la mancanza dell’obbligo di chiedere il rilascio del visto di conformità. Tale circostanza si desume sulla base di un’interpretazione letterale dell’art. 119, comma 11. La disposizione prevede che “Ai fini dell’opzione per la cessione o per lo sconto di cui all’art. 121, il contribuente richiede il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta per gli interventi di cui al presente articolo”.

La disposizione fa espresso riferimento agli “interventi di cui a presente articolo”, quindi esclusivamente ai lavori idonei per l’ottenimento del miglioramento della resa energetica dell’edificio o per i lavori finalizzati alla prevenzione del rischio sismico, il cui beneficio consiste nell’attribuzione della detrazione del 110%. Ne consegue che il medesimo adempimento non è richiesto per gli altri bonus la cui detrazione è inferiore. Ad esempio, il visto non è necessario se il contribuente deve chiedere lo sconto in fattura o effettuare la cessione del credito relativo alla detrazione del 50% avendo effettuato la ristrutturazione dell’abitazione. Si tratta di una spesa sostenuta per il recupero del patrimonio edilizio il cui massimale ammonta a 96.000 euro. La detrazione, quindi, ed il relativo credito oggetto di cessione, non potrà essere superiore all’importo di 48.000 euro.

Il “recupero” della spesa, però, sarà diluito in dieci anni potendo il contribuente considerare in detrazione dieci quote di pari importo. Sarà molto più conveniente richiedere alla ditta che ha eseguito l’intervento lo sconto in fattura oppure, in alternativa, effettuare la cessione del credito.

Gli stati di avanzamento dell’intervento – La prima formulazione del decreto Rilancio prevedeva la possibilità di fruire dello sconto in fattura o della cessione del credito solo al termine dei lavori agevolati in grado di determinare il beneficio della detrazione del 110%. Durante l’iter di conversione, invece, per fare fronte alle esigenze di liquidità della imprese che effettuano materialmente gli interventi, la stessa possibilità è stata prevista anche con riferimento agli stati di avanzamento lavori.

La previsione è contenuta nell’art. 121, comma 1 – bis secondo cui: “L’opzione di cui al comma 1 può essere esercitata in relazione a ciascun stato di avanzamento dei lavori. Ai fini del presente comma, per gli interventi di cui all’articolo 119 gli stati di avanzamento dei lavori non possono essere più di due per ciascun intervento complessivo e ciascuno stato di avanzamento deve riferirsi ad almeno il 30 per cento del medesimo intervento”.

In tale ipotesi, gli adempimenti potrebbero triplicarsi, dovendo il soggetto interessato chiedere il rilascio del visto per il primo ed il secondo SAL, ma anche al termine dell’intervento agevolato. Analogamente le asseverazioni effettuate dai tecnici incaricati dovranno essere tre.

Sulla base della formulazione letterale della disposizione citata sembra che l’esistenza di uno stato avanzamento almeno pari al 30% della commessa riguardi unicamente il Superbonus del 110%. A tal proposito il comma 1 – bis, secondo periodo fa espresso riferimento agli interventi di cui all’art. 119 e non, in generale, agli altri bonus conseguenti ai lavori effettuati. Sembrerebbe possibile, quindi, nel caso in cui vengano effettuati interventi finalizzati al recupero del patrimonio edilizio, con il beneficio della detrazione del 50%, che sia possibile ottenere lo sconto in fattura o effettuare la cessione del credito in qualsiasi momento senza ulteriori vincoli. In linea teorica l’opzione potrebbe essere esercitata anche dopo che l’intervento sia stato eseguito parzialmente nella misura, ad esempio, del 20% avendo riguardo, però, alle spese effettivamente sostenute nel periodo interessato. Naturalmente, il beneficiario della detrazione avrà cura di chiedere lo sconto in fattura o effettuare la cessione del credito, non appena avrà sostenuto spese in grado di generare una detrazione di imposta pari ad un ammontare minimo apprezzabile.

L’adempimento non richiede neppure, quindi, l’asseverazione dei tecnici come invece previsto per fruire del Superbonus.