Sospensione feriale dei termini processuali

sp okpng-min

Sospensione feriale dei termini processuali

Autore: Redazione Fiscal Focus

Anche quest’anno la giustizia tributaria andrà in ferie per tutto il mese di agosto.

La sospensione obbligatoria dei termini processuali nel periodo estivo è prevista dalla legge n. 742/1969 la quale dispone: “il decorso dei termini processuali relativi alle giurisdizioni ordinarie ed a quelle amministrative è sospeso di diritto dal 1° al 31 agosto di ciascun anno, e riprende a decorrere dalla fine del periodo di sospensione. Ove il decorso abbia inizio durante il periodo di sospensione, l’inizio stesso è differito alla fine di detto periodo”.
La sospensione ha carattere obbligatorio e non è derogabile.

A ribadire il carattere non derogabile della sospensione in parola è intervenuta la giurisprudenza di legittimità (cfr. Cass., sez. I civ., 1° dicembre 1998, n. 12170), la quale ha precisato in modo inequivocabile che ”tale sospensione opera di diritto e non è rinunciabile”.

La sospensione in commento troverà applicazione per tutti i termini processuali quali, ad esempio, quello di presentazione del reclamo/ricorso/appello o per la costituzione in giudizio delle parti.

Si ricorda altresì che, per effetto del comma 18 dell’art. 7-quater della Legge di Bilancio 2017, è prevista la possibilità di cumulare i termini previsti in materia di sospensione feriale con quelli previsti nell’ambito dell’accertamento con adesione (90 giorni).

Il computo dei termini a cavallo della sospensione – Qualora i termini processuali per il procedimento di interesse cadano a cavallo della sospensione feriale si dovrà opportunamente tenere conto del periodo di sospensione in parola, conteggiando i giorni che vanno dal dies a quo fino al 31 luglio, sospendendo il calcolo dal 1° al 31 agosto e riprendendolo dal 1° settembre in poi.

La sospensione dei termini a ritroso – In caso di deposito di documenti e memorie illustrative, i termini cui fare riferimento sono stabiliti dall’art. 32 del D.Lgs. n. 546/92 il quale dispone che: “Le parti possono depositare documenti fino a venti giorni liberi prima della data di trattazione, osservato l’articolo 24, comma 1. Fino a dieci giorni liberi prima della data di cui al precedente comma ciascuna delle parti può depositare memorie illustrative con le copie per le altre parti. Nel solo caso di trattazione della controversia in camera di consiglio, sono consentite brevi repliche scritte fino a cinque giorni liberi prima della data della camera di consiglio”. In questo caso i termini dovranno essere computati a ritroso in quanto si parla di “giorni liberi prima dell’udienza”.

Ebbene anche tali termini, al pari di quelli di cui si è detto al paragrafo precedente, in quanto termini processuali, sono soggetti alla sospensione feriale in commento.

Termini esclusi dalla sospensione – Attenzione in quanto la citata sospensione, invece, non trova applicazione con riferimento ai termini per il versamento di imposte, tasse, diritti, canoni e contributi (es. IRPEF, IRES, IRAP, IVA, imposta di registro, IMU).
La sospensione, inoltre, non interferisce con i termini previsti per gli adempimenti fiscali quali la presentazione di dichiarazioni, denunce e comunicazioni (es. modello REDDITI, dichiarazione IRAP, dichiarazione IMU, dichiarazione di successione).

La cumulabilità con la sospensione straordinaria per il Covid-19 – Con riferimento all’anno in corso, oltre alla sospensione legale di cui alla citata L. 742/1969, è stata disposta, in via del tutto eccezionale, un’atra sospensione ovvero quella prevista a causa dell’emergenza epidemiologica causata dall’epidemia da Covid-19. Il riferimento è alla sospensione dei termini processuali dal 9 marzo 2020 all’11 maggio 2020 disposta dall’art. 83 del DL 18/2020.

Orbene, risulta spontaneo chiedersi se sussiste una cumulabilità tra le due sospensioni citate o meno.

Per comprendere meglio i termini della questione si ipotizzi il caso di una sentenza depositata in data 8 marzo 2020. Quale sarà il termine entro cui proporre impugnazione avverso la pronuncia in parola?
Come noto, il termine per l’impugnazione della sentenza emessa dalla Commissione Tributaria è di sessanta giorni dalla sua notificazione, effettuata su istanza di parte. In caso di mancata notificazione, il termine è di sei mesi dalla data del deposito in segreteria della sentenza (art. 327 c.p.c.).

Pertanto, nel caso ipotizzato, applicando la sola sospensione feriale dei termini, l’appello avverso la pronuncia depositata l’8 marzo 2020 dovrà essere proposto entro e non oltre il 9 ottobre 2020.

Laddove, invece, alla sospensione feriale si debba cumulare la sospensione da Covid-19, l’appello dovrebbe essere proposto entro il 14 dicembre 2020.
Come è evidente la differenza non è di poco conto.

Ebbene, a parere di chi scrive, stante la mancanza di norme che espressamente sanciscono tale cumulabilità, è preferibile protendere per la sola applicazione dei termini di sospensione feriali, evitando prudenzialmente di cumulare i termini in parola al fine di non incorrere in spiacevoli sentenze di inammissibilità per tardività.