Superbonus 110%: non è solo colpa dell’Enea

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Superbonus 110%: non è solo colpa dell’Enea

Autore: Redazione Fiscal Focus

Erano attese da alcuni giorni in quanto rappresentavano il parere tecnico ad una normativa che fino ad oggi aveva avuto solo chiarimenti da parte dell’Amministrazione Finanziaria. Probabilmente le aspettative erano troppo alte ed in molti resteranno delusi. I chiarimenti dell’Enea in materia di Superbonus 110% hanno ad oggetto solo alcune delle questioni tutt’oggi controverse, con alcune affermazioni non certamente conformi al testo normativo. Da questo punto di vista non è passata inosservata la risposta alla FAQ n. 6.

Una doverosa premessa. L’articolo 119 comma 2 del DL Rilancio, nella definizione degli interventi trainati di cui all’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2013, n. 90 afferma, in maniera del tutto semplicistica, che l’aliquota maggiorata prevista dal comma 1 dell’articolo 119 si applichi nei limiti di spesa prevista per ciascun intervento di efficientemente energetico. Peccato che per gli interventi richiamati lo stesso Legislatore non abbia previsto limiti di spesa, bensì limiti massimi di detrazione. Si prenda, ad esempio, gli interventi di sostituzione di finestre comprensive di infissi il cui limite di detrazione è € 60.000,00 a fronte di una percentuale di recupero fiscale del 50%, ovvero le opere di coibentazione di strutture opache verticali e strutture opache orizzontali la cui detrazione massima ammissibile è sempre di € 60.000,00 a fronte di una aliquota di detrazione del 65%. Nella svista del Legislatore sembrerebbe logico interpretare la disposizione normativa nel senso di dedurre in via proporzionale il limite di spesa in ragione della detrazione massima ammissibile e dell’aliquota corrispondente. In questo modo le detrazioni aventi ad oggetto la sostituzione di finestre ed infissi avrebbero un limite di spesa di (60.000,00 * 100/50=) 120.000,00 € e gli interventi di coibentazione un limite massimo di spesa di (60.000,00 * 100/65=) 92.307,69 €.

L’Enea, sorprendentemente, è di un altro avviso. Secondo l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile il limite di spesa massima ammissibile per gli interventi trainati è determinato dividendo la detrazione massima ammissibile, ad esempio le € 60.000,00 di cui sopra, per l’aliquota di detrazione (110%) espressa in termini assoluti (1,1), ovvero la detrazione massima (€ 60.000,00) diviso 1,1. Secondo l’Enea la spesa massima ammissibile per gli interventi trainati valevole ai fini del Superbonus 110% deve essere determinata a parità di detrazione massima concedibile.

Non è tuttavia solo colpa dell’Enea. Nell’allegato A al Decreto del 6 agosto 2020 avente ad oggetto i requisiti delle asseverazioni per l’accesso alle detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, nel rappresentare la bozza di asseverazione di cui al comma 13 dell’art. 119 del D.L. n. 34/2020, resa ai sensi dell’articolo 2, comma 7, lettera a) del medesimo Decreto, il Ministero espressamente afferma che per le spese di isolamento termico delle superfici opache verticali, orizzontali e inclinate e per quelle relative alla sostituzione degli infissi la spesa massima ammissibile per l’intero edificio risulta pari al prodotto del “limite di spesa prevista dall’ecobonus” (60.000 euro di detrazione massima per unità immobiliare oggetto dell’intervento, diviso l’aliquota del 110% pari a 60.000/1,1 = 54.545 euro).

Orbene, emergono due rilevanti contraddizioni.

La prima, in termini, di natura prettamente giuridica. Il Legislatore al comma 2 della disposizione in commento si limita ad estendere l’aliquota maggiorata agli interventi trainati di efficientamento energetico, senza alcuna ulteriore considerazione in merito ai limiti di spesa e detrazione. Secondo il significato delle parole utilizzate e la chiara volontà del Legislatore, l’aliquota maggiorata deve essere applicata ai limiti di spesa originariamente previsti per ciascun intervento, non essendo giustificata alcuna ulteriore valutazione o considerazione sul tema. Qualora il Legislatore non abbia determinato originariamente tali limiti di spesa, secondo la ratio stessa della disposizione finalizzata ad estendere i maggiori benefici, i limiti di spesa non possono che dedursi in ragione delle aliquote previste per ciascuna tipologia di intervento trainato.

La seconda, di natura logica. Che senso avrebbe estendere la maggiorazione di aliquota, ovvero il 110%, se, a conti fatti, secondo l’interpretazione ministeriale tale maggiorazione non avrebbe alcun effetto sulla detrazione? Oltre il senso delle parole, quale dovrebbe essere la logica di tale intervento se la maggiorazione di aliquota non si rivela più tale?

Ancora una volta emerge chiaramente come l’interpretazione ministeriale, vuoi per il tramite dell’Agenzia delle Entrate, vuoi per voce dello stesso Ministero competente, interviene riducendo, di fatto, la portata agevolativa del beneficio. Determinare il limite massimo di spesa dividendo la detrazione massima ordinaria per l’aliquota maggiorata rappresenta l’ennesimo tentativo di ostacolare una normativa già nata sotto la cattiva stella di un Legislatore poco attento. Il rischio concreto, come è avvenuto già in passato, è che l’onere burocratico ed interpretazioni scollate dal dettame normativo non faranno altro che allontanare anche i più coraggiosi.