Trasmissione modelli SR41: il Ministero accoglie la richiesta di slittamento dei termini

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Trasmissione modelli SR41: il Ministero accoglie la richiesta di slittamento dei termini

Autore: Redazione Fiscal Focus

Quando mancavano 30 minuti dalla mezzanotte, il 30 settembre 2020, l’Inps ha pubblicato sul suo sito istituzionale la circolare n.115, recante “Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia”. Nuove norme in materia di trattamento ordinario di integrazione salariale (CIGO), assegno ordinario (ASO), cassa integrazione in deroga (CIGD), nonché cassa integrazione speciale operai agricoli (CISOA). Modifiche alle disposizioni in materia di accesso alla cassa integrazione dei lavoratori dipendenti iscritti al Fondo Pensione Sportivi Professionisti ed estensione del trattamento straordinario di integrazione salariale per crisi aziendale alle aziende operanti nel settore aereo, in possesso di particolari requisiti.

Insomma, una circolare corposa, che merita sicuramente un orario più consono per essere sviscerata.

Quello che però non può attendere le luci dell’alba è il paragrafo 6, che mette un punto sui termini di trasmissione delle domande relative ai trattamenti di CIGO, CIGD, ASO e CISOA.

Facciamo un passo indietro, Il comma 10, art.1, del decreto-legge n.104/2020 disponeva il differimento al 30 settembre 2020 dei termini di trasmissione dei dati necessari al pagamento (invio SR41) e di accesso ai trattamenti di integrazione salariale, che si collocavano tra il 1° e il 31° agosto. Leggendo il provvedimento, prima della pubblicazione del messaggio Inps n.3131 del 21 agosto 2020, la linea interpretativa poneva al 30 settembre la nuova data di scadenza dei termini per la presentazione delle domande di integrazione salariale relative ai periodi di sospensione dal 1° luglio al 31 luglio 2020 (comma 9, art.1, D.L. n.104/2020) e dal 1° agosto al 31 agosto 2020 (comma 10, art.1, D.L. n.104/2020) ed il conseguente invio dei modelli SR41, utili per il pagamento diretto da parte di Inps, collocati e non in scadenza nei medesimi periodi.

Ricordiamo che il principio è stato adottato allo scopo di garantire il diritto alla disconnessione degli operatori del settore. In tal senso, la norma, riferendosi ai periodi “collocati” fa riferimento all’adozione del provvedimento o al termine decadenziale di presentazione delle domande di trattamento.

L’Inps, con il Messaggio n.3131 pubblicato in data 21 agosto 2020 (in pieno regime di disconnessione in attuazione dei commi 9 e 10 appena citati), offriva un’interpretazione eccessivamente e pericolosamente restrittiva. Al punto 4.1 differiva al 30 settembre 2020 i termini per l’invio delle domande e dei dati utili al pagamento o al saldo dei trattamenti di CIGO, CIGD e ASO ai soli provvedimenti che, in via ordinaria, scadevano nel periodo ricompreso tra il 1° e il 31 agosto 2020 e precisava altresì che, per le scadenze che fossero intervenute a partire dal 1° settembre 2020 non era prevista l’applicazione di alcun differimento.

Questa arbitraria interpretazione dell’Istituto avrebbe posto aziende, lavoratori e operatori del settore in una posizione di grave difficoltà, non utile alla ripresa dal periodo di crisi, alla tutela dei redditi da lavoro dipendente, né tantomeno, alla collaborazione sinergica e complementare tra Ente e Operatori del settore.
Per oltre un mese si è auspicato in un intervento di rimessa dei termini, quantomeno al 30 settembre, per tutti i provvedimenti COLLOCATI nel periodo tra il 1° luglio e il 31 agosto.

Con la circolare n.105 del 30 settembre 2020, finalmente si legge che il Ministero vigilante, in relazione alla gestione dell’emergenza, ha segnalato l’esigenza dello slittamento del termine di trasmissione dei modelli SR41 al 31 ottobre 2020, in attesa di una imminente soluzione legislativa. Pertanto, il termine del 30 settembre viene sospeso e le domande e la documentazione per i pagamenti diretti presentate oltre tale data ed entro il 31 ottobre saranno definite successivamente all’entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge n. 104/2020.

L’applicazione restrittiva dei termini decadenziali per l’invio dei dati utili al pagamento delle prestazioni, in talune particolari situazioni, aveva già generato ricadute negative su aziende, lavoratori e professionisti, con provvedimenti respinti dall’Istituto che considerava arbitrariamente superati i termini di trasmissione delle domande. Sebbene poco prima della mezzanotte, il Ministero accoglie la richiesta di slittamento del termine dal 30 settembre 2020 al 31 ottobre 2020, restituendo i diritti negati dal messaggio n.3131 dell’Inps.